-
Nepi nell’opera di Cicerone: municipium e Italia nella tarda Repubblica
Nell’opera di Marco Tullio Cicerone, la città di Nepi (antica Nepet) non occupa una posizione centrale né ricorrente, ma la sua presenza, seppur episodica, si inserisce in modo significativo all’interno della rappresentazione dell’Italia municipale nella tarda Repubblica romana. Come molte altre comunità dell’Italia centrale, Nepi emerge nei testi ciceroniani non tanto per eventi eccezionali, quanto come esempio concreto di municipium integrato nel sistema politico, giuridico ed economico di Roma. Già colonia romana in età arcaica, Nepi era nel I secolo a.C. una città pienamente romanizzata, partecipe delle dinamiche elettorali e amministrative che legavano Roma ai centri italici. Questo status rende comprensibile la sua comparsa nel discorso ciceroniano, soprattutto quando l’oratore…
-
Nepi, Plinio il Vecchio e Dioscoride: tra storia, acque e la nepeta dell’antichità.
Tra le dolci colline della Tuscia, ai piedi dei Monti Cimini, sorge Nepi, un borgo che ha custodito millenni di storia. Le sue origini si perdono nel tempo: già gli Etruschi e i popoli italici la conoscevano come centro fortificato, approfittando della sua posizione strategica e delle abbondanti sorgenti che ne punteggiano il territorio. Il nome stesso, Nepet o Nepete, sembra derivare dalla parola etrusca “Nepa”, che significa “acqua”, richiamando così il legame profondo tra la città e le sue sorgenti. Acque che, come testimoniano le cronache romane, erano apprezzate non solo per l’uso quotidiano, ma anche per le loro proprietà salutari e terapeutiche. Con la conquista romana nel 383…
-
Le colonie romane nella costruzione della memoria storica: il caso di Nepi in Velleio Patercolo.
Nella storiografia romana di età imperiale, il tema delle colonie occupa un posto centrale come strumento di interpretazione della crescita e della stabilità dello Stato romano. Tra gli autori che affrontano questo argomento, Velleio Patercolo si distingue per un approccio fortemente sintetico e orientato a una lettura teleologica della storia, in cui il passato viene ordinato e selezionato per mostrare la progressiva affermazione della potenza romana. Un passo emblematico di questo metodo è Historiae Romanae I, 14, 2, nel quale l’autore elenca alcune fondazioni coloniali successive alla presa di Roma da parte dei Galli: «Post captam a Gallis urbem septimo anno Sutrium, octavo Setia, nono Nepe coloniae deductae sunt.» La…
-
Nepi tra parola e paesaggio: la città di confine vista da Dionigi di Alicarnasso e Strabone
Nel grande racconto dell’Italia antica, Nepi non è una città che domina la scena con miti fondativi celebri o imprese eroiche tramandate nei dettagli. La sua importanza emerge piuttosto in modo più sottile, attraverso la memoria geografica e storica conservata da due autori greci vissuti tra la fine della Repubblica romana e l’età di Augusto: Dionigi di Alicarnasso e Strabone. Scrivendo tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., essi osservano l’Italia come una realtà ormai unificata dal dominio romano, ma ancora profondamente segnata dalle sue stratificazioni più antiche. Dionigi di Alicarnasso nacque ad Alicarnasso, in Caria, intorno al 60 a.C., e si stabilì a Roma probabilmente verso…
-
Nepi nelle pagine di Tito Livio: porta dell’Etruria e cardine strategico della Roma repubblicana.
Tito Livio, vissuto tra il 59 a.C. e il 17 d.C., fu uno dei maggiori storici di Roma antica. Originario di Patavium, si dedicò interamente alla letteratura senza prendere parte alla vita politica, scegliendo di raccontare la storia di Roma come strumento di riflessione morale. La sua opera più celebre, Ab urbe condita libri, narrava la vicenda romana dalle origini mitiche fino al 9 a.C. e comprendeva in origine 142 libri, dei quali solo 35 sono giunti fino a noi. Lo stile di Livio è fluido e coinvolgente, fortemente improntato a un intento moralizzante: attraverso il racconto del passato egli esalta i valori tradizionali in sintonia con il clima culturale…
-
Procopio di Cesarea: Nepi tra guerra gotica e fine del dominio bizantino in Italia
Nepi tra la fine dell’Impero e la guerra greco-gotica: un presidio strategico nella tempesta del VI secolo. Nel cuore del VI secolo, mentre l’Italia è attraversata da una delle più lunghe e distruttive guerre della sua storia, una figura emerge come testimone privilegiato di un mondo in dissoluzione: Procopio di Cesarea. Storico greco, segretario e consigliere del generale Belisario, Procopio raccontò nelle Guerre (Περὶ Πολέμων / De Bellis) il tentativo dell’imperatore Giustiniano I di restaurare l’unità dell’Impero romano. La guerra greco-gotica (535-553 d.C.) non fu soltanto uno scontro militare tra Bizantini e Ostrogoti, ma una frattura epocale che travolse città, territori e popolazioni, segnando definitivamente il passaggio dall’antichità al Medioevo.…
-
📢 Avviso importante: Rinvio evento 28 dicembre 2025
L’evento in programma il 28 dicembre 2025 nella Sala Nobile del Comune di Nepi, in onore di Flavio Ciatto, per cause di forza maggiore è rinviato a data da destinarsi.Siamo vicini a Irene per questa grave mancanza.Vi terremo aggiornati appena ci saranno novità.Grazie a tutti per la comprensione 🙏
-
Buon Natale 2025
Che ogni luce di Natale diventi un sogno per il domani e ogni passo nel nuovo anno sia accompagnato dalla gioia dello stare insieme. Buon Natale e Felice Anno Nuovo, dall’Associazione Culturale Antiquaviva Nepi
-
RICORDANDO FLAVIO CIATTO, INTRODUZIONE AL PROSSIMO QUADERNO DI NARRATIVA E POESIA: “…e quel lumicino rosso” colori, poesia luci e ombre di Flavio Ciatto
Il 28 dicembre 2025 alle ore 18.00, presso la Sala Nobile del Comune di Nepi, si terrà una commemorazione in onore di Flavio Ciatto. Nell’occasione verrà presentata un’introduzione al prossimo libro “…e quel lumicino rosso” colori, poesia, luci e ombre, una raccolta di poesie inedite di Flavio Ciatto, pubblicata come Quaderno di Narrativa e Poesia e realizzata dall’Associazione Culturale Antiquaviva. Il volume restituisce una dimensione meno nota ma profondamente autentica di Flavio Ciatto (1951–2014): accanto al musicista e al docente emerge il poeta, che fin dall’adolescenza ha affidato alla scrittura versi essenziali e minimali, capaci di cogliere frammenti del vivere quotidiano, intuizioni improvvise, sogni a occhi aperti e sottili paesaggi…
-
FESTIVAL BAROCCO ALESSANDRO STRADELLA: CONCERTO IN RICORDO DI DANIELE SOLDATELLI “È SÌ BELLA LA LUCE DEL DÌ”
Martedì 30 Settembre ricordiamo Daniele Soldatelli, già presidente dell’Associazione Culturale “Antiquaviva” dal 1998, nonché vivace promotore e socio fondatore dell’Associazione “Festival Alessandro Stradella“, in cui ha ricoperto la carica di presidente dal 2014 al 2018 e di vicepresidente dal 2018 in poi. Ricordiamo e facciamo nostri il suo impegno, il suo entusiasmo, il suo amore per Nepi, la sua passione per la ricerca della bellezza, per la storia e per l’arte in ogni sua espressione. Vi aspettiamo numerosi. ANTIQUAVIVA ASSOCIAZIONE CULTURALE

























